<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"><channel><title>UNICA - NEWS IMMOBILIARI</title><link>http://www.unicaimmobili.com</link><description>Professionisti dell'immobile insieme!</description><ttl>60</ttl><item><title><![CDATA[ In ripresa la domanda di mutui: +16% a novembre 2010 ]]> </title><link><![CDATA[ http://www.unicaimmobili.com/press-room/dettaglio-news.aspx?type=2&id=5250 ]]> </link><guid isPermaLink="true"><![CDATA[ http://www.unicaimmobili.com/press-room/dettaglio-news.aspx?type=2&id=5250 ]]> </guid><description><![CDATA[ Secondo il Sistema di Informazioni Creditizie di CRIFA novembre 2010 la domanda dei mutui ipotecari da parte delle famiglie italiane registra una nuova significativa ripresa segnando un +16% (dato ponderato sui giorni lavorativi) rispetto al corrispondente mese del 2009, dato inferiore solamente agli incrementi registrati negli ultimi 2 mesi del 2009.<br>
    <a href="http://www.newspages.it/newspages/31122010/mutui.pdf" target="_blank">Clicca qui per scaricare il report<br>
    (Formato: PDF, Peso: 286Kb)</a> ]]> </description><pubDate>31/12/2010</pubDate></item><item><title><![CDATA[ La tassa di soggiorno sbarca a Roma ]]> </title><link><![CDATA[ http://www.unicaimmobili.com/press-room/dettaglio-news.aspx?type=2&id=5251 ]]> </link><guid isPermaLink="true"><![CDATA[ http://www.unicaimmobili.com/press-room/dettaglio-news.aspx?type=2&id=5251 ]]> </guid><description><![CDATA[           <p>            Ebbene s&igrave;: la nuova tassa &egrave; servita. Per il momento la gabella coinvolge solo i turisti che sbarcano a Roma. Ma si sa: le brutte notizie possono sbarcare anche nelle altre citt&agrave; e negli altri paesi. E chiss&agrave; con quali conseguenze per i proprietari e gli investitori immobiliari.<br>
            Dal primo gennaio partir&agrave; il contributo di soggiorno per i turisti che si recheranno nella citt&agrave; eterna.<br>
            &laquo;Un fatto epocale - sottolinea il vicesindaco di Roma Mauro Cutrufo - per la prima volta gli ospiti della Capitale, che sono pi&ugrave; di dodici milioni, lasceranno un contributo per aiutare a sostenere i servizi della citt&agrave;, anche a loro dedicati&raquo;.
            Un sistema diffuso ovunque nel mondo, ricorda Cutrufo, che serve a migliorare i servizi e lo stesso turismo, a fronte di un&rsquo;incidenza modesta sul singolo visitatore: da 4 a 6 euro per tre notti passate nella Capitale. In questo modo, prosegue il Vicesindaco, il turismo, che a Roma &egrave; &quot;una ricchezza per oltre 250 mila addetti tra imprese e lavoratori, oggi lo diventa anche per tutti i cittadini romani&quot;. Si calcola infatti che il contributo porter&agrave; nelle casse capitoline tra i 70 e gli 80 milioni, di cui il grosso andr&agrave; per sostenere la spesa corrente e il 5% sar&agrave; reinvestito in promozione turistica.<br>
            Cutrufo ha poi ricordato il percorso che ha condotto all&rsquo;approvazione del contributo di soggiorno: legge n. 122/2010 (che lo ha introdotto); il 28 luglio 2010 ok del Consiglio Comunale (oggi Assemblea Capitolina) al contributo, &quot;dopo un&rsquo;ampia concertazione durata diversi mesi&quot;; approvazione in Giunta del regolamento (circa venti giorni fa); esame dello stesso da parte delle commissioni competenti (Turismo e Bilancio); infine, il s&igrave; dell&rsquo;Assemblea Capitolina.<br>
          &laquo;Ci risiamo: sul turismo sta per piombare l&rsquo;ennesima gabella, l&rsquo;odiata tassa di soggiorno - spiega Claudio Albonetti presidente nazionale di Assoturismo Confesercenti -. Non bastava un castello impositivo impressionante, l&rsquo;I.V.A. ed il costo del lavoro pi&ugrave; alti dei nostri competitors ed una faraonica disorganizzazione della politica del turismo sul territorio. L&rsquo;esatto contrario di quello che occorre. Servirebbero politiche di incentivazione per favorire maggiori flussi turistici, invece tassiamo chi scelglie il nostro Paese per le vacanze o per un viaggio culturale. E&rsquo; tragicamente evidente infatti che una volta introdotta nelle grandi aree metropolitane la &quot;gabella&quot; dilagher&agrave; a macchia d&rsquo;olio su tutto il territorio nazionale. Questo, inoltre, risulter&agrave; mortale per quei turismi, come quello stagionale. Pi&ugrave; turismo significa maggiori opportunit&agrave; commerciali, pi&ugrave; occupazione, maggior valore immobiliare, e questo non pu&ograve; diventare un problema solo nostro. Purtroppo il rischio di ulteriori fughe di turisti &egrave; possibile ed i responsabili di questo dovranno renderne conto agli imprenditori che investono ed ai lavoratori che perdono il lavoro&raquo;.          </p>
<p align="center"><em>Di Pierpaolo Molinengo</em></p> ]]> </description><pubDate>31/12/2010</pubDate></item><item><title><![CDATA[ Milleproroghe, senza blocco degli sfratti ]]> </title><link><![CDATA[ http://www.unicaimmobili.com/press-room/dettaglio-news.aspx?type=2&id=5252 ]]> </link><guid isPermaLink="true"><![CDATA[ http://www.unicaimmobili.com/press-room/dettaglio-news.aspx?type=2&id=5252 ]]> </guid><description><![CDATA[ &laquo;Male ha fatto il Governo a non prevedere la proroga della sospensione degli sfratti in scadenza a fine anno, per le famiglie italiane pi&ugrave; deboli, rese oggi ancora pi&ugrave; fragili dalla crisi in atto - cos&igrave; commenta Guido Piran Segretario Generale del SICET, il sindacato inquilini della CISL -. E&rsquo; inspiegabile la poca sensibilit&agrave; dell&rsquo;esecutivo nei confronti di chi vive la difficolt&agrave; dell&rsquo;affitto, visto che la norma non ha costi&raquo;. 
          A questo punto, spiega Piran &laquo;il SICET avvier&agrave; la richiesta a tutte le forze politiche, affinch&eacute; il Parlamento, nella conversione in legge del Milleproroghe, inserisca un emendamento che sposti il termine sino al 31 dicembre 2011, allargando la tutela anche alla morosit&agrave; incolpevole&raquo;. Per il segretario del SICET, &laquo;la proroga &egrave; un atto dovuto, in assenza di soluzioni abitative da parte dei comuni, e dal Piano Casa, che a due anni dal suo varo, non ha prodotto nessun alloggio&raquo;.<br>
          Per Piran si tratta &laquo;di tutelare famiglie di sfrattati invalidi, con redditi bassi, nuclei numerosi con figli a carico. Tutte famiglie che, in assenza di un passaggio ad un alloggio di edilizia residenziale pubblica, finirebbero sulla strada&raquo;.<br>
          &laquo;E&rsquo; necessario - conclude il segretario del SICET - che il Governo cambi rotta sulla politica della casa. Basta tagli al welfare abitativo, che con la legge di stabilit&agrave; ha portato ad una riduzione del 77% del Fondo Sostegno all&rsquo;affitto e alla totale eliminazione degli investimenti per l&rsquo;edilizia pubblica. Sostenere la crescita dell&rsquo;offerta degli alloggi in affitto a canone sociale ed intervenire sulla rigenerazione urbana. La casa  pubblica, oltre ad essere un importante ammortizzatore sociale, costituisce un elemento di coesione e rappresenta un fattore di sviluppo economico&raquo;. ]]> </description><pubDate>31/12/2010</pubDate></item><item><title><![CDATA[ L&rsquo;Approfondimento dell&rsquo;esperto: Chi decide e come, in condominio, il cambio di fornitore dell&rsquo;energia elettrica ]]> </title><link><![CDATA[ http://www.unicaimmobili.com/press-room/dettaglio-news.aspx?type=2&id=5253 ]]> </link><guid isPermaLink="true"><![CDATA[ http://www.unicaimmobili.com/press-room/dettaglio-news.aspx?type=2&id=5253 ]]> </guid><description><![CDATA[ &Egrave; evidente che moltissimi servizi comuni condominiali dipendono dall&rsquo;erogazione dell&rsquo;energia elettrica: per citare solo i pi&ugrave; ovvi, l&rsquo;illuminazione delle scale, l&rsquo;ascensore, il riscaldamento centralizzato, l&rsquo;autoclave. Siamo stati sin qui abituati a considerare un fatto scontato che la relativa fornitura avvenisse in regime di monopolio e che non potesse quindi essere materia di alcun tipo di discussione e/o decisione a livello condominiale. Ora invece, con la cosiddetta &ldquo;apertura del mercato dell&rsquo;energia elettrica&rdquo; sono venute ad esistenza varie societ&agrave; in grado di effettuare tale fornitura, in concorrenza con l&rsquo;originario monopolista. Si apre dunque per i consumatori - e tra essi il condominio - la possibilit&agrave; di esercitare un ruolo attivo nel mercato effettuando delle scelte. Nella limitata e &ldquo;orientata&rdquo; ottica che ci riguarda, dobbiamo quindi chiederci chi possa prendere una tale decisione in ambito condominiale. Escluderei anzitutto che tale scelta possa autonomamente essere effettuata dall&rsquo;amministratore. Ci&ograve; affermo, in mancanza di specifiche disposizioni normative e di precedenti giurisprudenziali, sulla base delle regole generali in tema di condominio e considerati in particolare gli autonomi poteri dell&rsquo;amministratore come descritti dall&rsquo;art. 1130 c.c. Questo infatti, al 2&deg; comma, prevede che all&rsquo;amministratore spetti di &ldquo;disciplinare l&rsquo;uso delle cose comuni e la prestazione dei servizi nell&rsquo;interesse comune, in modo che ne sia assicurato il miglior godimento a tutti i condomini&rdquo;. Come &egrave; noto, la norma &egrave; abbastanza ambigua e variamente discussa, ma prevalentemente si ritiene che si tratti di scelte che restano nell&rsquo;ambito della gestione ordinaria delle cose comuni, secondo le indicazioni generali ricevute dall&rsquo;assemblea, e dunque il cambio di un cos&igrave; importante fornitore non dovrebbe rientrare in questo potere, cos&igrave; come, ad esempio, non si ritiene di farvi rientrare la decisione di cambiare l&rsquo;assicuratore del condominio, in assenza appunto di una esplicita autorizzazione dell&rsquo;assemblea (cos&igrave;, tra le ultime, ha deciso Cass. 8233/07). Segnaliamo per&ograve; anche la recente sentenza 6.7.10, n. 15872 - sempre della Corte di Cassazione -, secondo la quale &egrave; configurabile una ratifica tacita da parte dei condomini della autonoma, non preventivamente autorizzata, decisione dell&rsquo;amministratore di cambiare l&rsquo;assicuratore, nel fatto che il relativo premio &ldquo;sia stato periodicamente pagato all&rsquo;assicuratore mediante approvazione annuale da parte dell&rsquo;assemblea dei rendiconti di spesa&rdquo;. Certamente si tratta in ogni caso di un comportamento imprudente<strong> </strong>dell&rsquo;amministratore, dato che la ratifica, implicita o esplicita, potrebbe poi non intervenire e anzi la circostanza potrebbe portare ad una mozione di sfiducia nei confronti dell&rsquo;amministratore. Tornando all&rsquo;eventuale mutamento di fornitore dell&rsquo;energia elettrica, la decisione spetta dunque all&rsquo;assemblea del condominio e dobbiamo allora chiederci con quale maggioranza. La risposta non dovrebbe essere difficile, posto che sembra evidente che si tratti di una decisione relativa all&rsquo;ordinaria gestione delle parti comuni, volta al miglior godimento delle stesse (concetto cui &egrave; ovviamente equiparabile il maggior risparmio). Baster&agrave; dunque la maggioranza semplice, per teste e per  millesimi: questi ultimi nell&rsquo;assemblea (rarissima) di prima convocazione dovranno essere almeno 500, mentre in quelle di seconda convocazione baster&agrave; che siano 334. Infine: trattandosi di una scelta certamente non di routine, dubito che possa &ldquo;passare&rdquo; nella voce dell&rsquo;ordine del giorno genericamente relativa al rendiconto, ma ritengo che debba invece essere, ai fini della sua validit&agrave; (impugnabile ex art. 1137 c.c.), supportata dalla specifica previsione del relativo punto nell&rsquo;ordine del giorno. <br>
                          <br>
                          <em>                          Avv. Davide Civallero<br>
                      socio I.R.C.A.T.</em> ]]> </description><pubDate>31/12/2010</pubDate></item><item><title><![CDATA[ Regione Puglia: approvato il piano di edilizia abitativa ]]> </title><link><![CDATA[ http://www.unicaimmobili.com/press-room/dettaglio-news.aspx?type=2&id=5254 ]]> </link><guid isPermaLink="true"><![CDATA[ http://www.unicaimmobili.com/press-room/dettaglio-news.aspx?type=2&id=5254 ]]> </guid><description><![CDATA[ Approvato dalla giunta regionale della Puglia il programma coordinato di interventi da inserire nel &ldquo;Piano Nazionale di edilizia abitativa&rdquo;. Il Programma regionale comprende alloggi di edilizia residenziale pubblica destinati agli sfrattati nei comuni di Bari (Carbonara) per &euro; 3.827.726,00; Taranto (Quartiere Paolo VI) per &euro; 5.500.000,00; Foggia (Borgo Croci) &euro; 4.434.250,00; Barletta BARLETTA &euro; 3.000.000,00, per un totale di &euro; 16.761.976,00.<br>
          Inoltre, sono finanziati due programmi integrati di promozione di edilizia residenziale sociale nei comuni di Brindisi (Quartiere Parco Bove) e Lecce (San Pio) ciascuno finanziato con 5 Meuro: si tratta dei due programmi di recupero urbano per alloggi a canone sostenibile di cui alla deliberazione n. 444 del 23 febbraio 2010 di approvazione della graduatoria e non finanziati per mancanza di fondi, rispettivamente per complessivi n. 541 alloggi di edilizia sovvenzionata, di cui n. 129 alloggi di nuova costruzione e n. 412 alloggi da recuperare; complessivi n. 38 alloggi di edilizia in locazione di nuova costruzione e 208 di alloggi di edilizia convenzionata di nuova costruzione: Infine, saranno finanziati circa 1000 alloggi di edilizia agevolata realizzati dalle cooperative. L&rsquo; importo totale di &euro; 53.761.976,00, di cui &euro; 24.964.423,53 assegnati con D. M. dell&rsquo;8 marzo 2010 e &euro; 27.000.000 di fondi regionali. <br>
          L&rsquo;Assessore Barbanente sottolinea l&rsquo;importanza del programma per dare risposte concrete al bisogno di case delle categorie pi&ugrave; deboli, approvato dalla giunta regionale il programma coordinato di interventi da inserire nel &ldquo;Piano Nazionale di edilizia abitativa&rdquo; di chi vive nell&rsquo;incubo di una procedura di sfratto, di chi abita in quartieri degradati e privi di servizi; di chi oggi ha difficolt&agrave; a pagare un mutuo. Si &egrave; rivelata vincente, per accelerare i tempi, compensando cos&igrave; i ritardi statali, la scelta della Regione, d&rsquo;intesa con il partenariato istituzionale e socio-economico, di dare priorit&agrave; agli interventi volti a fornire risposta immediata ai bisogni abitativi di soggetti sociali svantaggiati e caratterizzati da pi&ugrave; immediata cantierabilit&agrave;, concentrando le risorse sugli interventi gi&agrave; candidati per altri programmi regionali e rimasti privi di copertura finanziaria per mancanza di risorse. ]]> </description><pubDate>31/12/2010</pubDate></item></channel></rss>
