Secondo i dati rilevati da European Banking Federation continua a salire il tasso Euribor a 3 mesi: il tasso che le banche applicano fra loro per i prestiti trimestrali, ieri l’Euribor 360 è salito allo 0,87% mentre l’Euribor 365 si è assestato allo 0,88%. Anche l’Euribor a una settimana e quello a un mese (ieri 0.61%) sono in lieva ma costante rialzo.
A cercare di calmare un po’ gli animi ci prova il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, secondo il quale i tassi d’interesse dell’area euro continuano ad essere adeguati.
«E la ripresa - ha proseguito Trichet - è continuata, anche se moderata e l’incertezza elevata. Gli stress test con cui si sta verificando la tenuta delle banche europee in condizioni di difficoltà dovrebbero essere seguiti da interventi, ove necessario». Ma al di la delle dichiarazioni di Trichet, cosa significa per gli italiani e il loro portafoglio l’aumento dell’Euribor. Sicuramente a pagare di più saranno quanti sono in possesso di un prodotto a lunga durata (più la durata è lunga, maggiori sono le spese). Al contrario subirà minori conseguenze chi ha un mutuo a breve durata, o la cui scadenza è prossima.
Secondo i calcoli predisposti da Il Sole 24 Ore, «la rata mensile di un mutuo a 30 anni potrebbe per esempio crescere anche del 15-16%, mentre il rincaro per un prodotto a 10 anni non andrebbe oltre il 3-4%. Per tutti vale però una considerazione: se le previsioni dei mercati dovessero essere confermate, i picchi dell’autunno 2008 (oltre 700 euro al mese per il mutuo della simulazione) resterebbero decisamente lontani».